Visitate il Borgo “luogo del tempo” e dello “spirito ” e provate a recuperare il rapporto con il Paesaggio, il Mare, le Colline, il Monte Cocuzzo, la Terra e il Cibo sano.
Svegliarsi al mattino baciati dal sole e abbracciati dall’azzurro del mare …. Un borgo, una residenza che ci riportano ai ritmi di un passato dimenticato…e ai saperi e sapori del buono e del sano. Non è un hotel, non è un relais, non è una pensione ma è …. Una Residenza d’epoca nel Borgodifiume… Lasciatevi trasportare dal silenzio e dai colori del mare, del cielo, delle dolci colline e dal Monte Cocuzzo, in un luogo dove ciò che conta è la lentezza, la leggerezza,  il profumo della terra e dei mare, o la magia di un tramonto. Una oasi di pace e lentezza, dove sarete accolti con il calore di una residenza privata per un soggiorno in armonia con la natura, l’arte, il cibo e il vino. …

Nel mio cuore

Il “bello” della Calabria resta sostanzialmente racchiuso nei centri storici e nei residui scorci del paesaggio tradizionaleI borghi dovrebbero riprendersi il loro passato senza trasformarlo o stravolgerlo e con orgoglio donargli una nuova dignità. I borghi erano un modo diverso di vivere i luoghi basato sulla lentezza e fatto di solidarietà, di condivisione, di una società di relazioni. Proteggere questi luoghi, patrimonio d’inestimabile bellezza e valorizzare questi territori è un’urgenza civile e serve a proteggere il futuro. Andrebbero ricostruiti i muretti a secco, recuperati gli olivi abbandonati, restituita la vocazione agricola. I borghi con i loro terreni non possono essere marginali sono centrali dal punto di vista della qualità della vita, dei prodotti agricoli, della tutela ambientale, del paesaggio, della vivibilità e della salute. I borghi sono l’antico straordinariamente moderno, l’antico che è già futuro.  Il richiamo alle nostre responsabilità, al senso di comunità ci impone di preservare e custodire i borghi e ci inchioda al cambiamento, ricercando, ad esempio sulla biodiversità, un modello alternativo locale su come, cosa e quanto produrre in grado di rivitalizzare intere filiere. Aver cura dei borghi significa tutelare e valorizzare il patrimonio storico-artistico a fini, culturali, artigianali e residenziali, legando passato e futuro, saperi moderni e saperi antichi, storia e territorio, paesaggio rurale e bellezza, consumi ed ecologia, agricoltura sana e cibo agricolo, viaggio e turismo emozionale. Il “modello dei borghi” dovrebbe assumere  le caratteristiche di un progetto locale di  turismo emozionale e sociale, ma non solo localistico bensì di un’area vasta, intercomunale, regionale, multisettoriale.

Il Borgo di Fiumefreddo” è un luogo che custodisce la memoria di un’epoca segnata da scontri e incontri di identità culturali. Luogo nascosto di un passato che ancora ci appartiene, il borgo offre motivi di interesse storico-artistico e culturale. L’abbandono e il distacco dai borghi ha significato dispersione di patrimoni storico-artistici, abbandono dell’agricoltura rurale, della pastorizia, e dell’artigianato con conseguenze devastanti sul consumo del suolo, sulla vivibilità, sul cibo e sulla bellezza del paesaggio

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ll cibo e il vino richiedono, il rispetto del lavoro di contadini e “artigiani”, il senso della misura su cosa, come e quanto produrre, l’accesso alle risorse comuni naturali (acqua e terra) e la nascita di un vero mercato parallelo, equo e solidale. Cibo e vino andrebbero scelti sulla base del rispetto della terra, della biodiversità e sulla passione dei piccoli produttori.

Riporto le parole di Francesco De Franco eccezionale vignaiolo di Cirò: “Un grande Cirò richiede un grande Gaglioppo da lavorare in cantina nel modo più semplice possibile per ridurre al minimo la distanza tra la vigna (l’uva) e il suo vino. Intorno a questa idea del Cirò, una nuova generazione di vignaioli, uomini e donne prima che aziende, si confronta continuamente in vigna e cantina consapevoli di essere solo all’inizio di un lungo percorso: per  raccontare con più forza e in modo coerente il nostro Cirò. Pur mantenendo ognuno la propria identità di vignaiolo vi invito ad assaggiare oltre al mio Cirò quelli di Cataldo Calabretta, Assunta Dell’Aquila, Sergio Arcuri, Francesco e Vincenzo Scilanga di Cote di Franze e Mariangela Parrila di Tenuta del Conte. E se qualcuno dovesse chiedermi perchè parlo anche degli altri vignaioli, nel rispondere non trovo parole migliori che quelle di Teobaldo Cappellano: Penso alle mie colline come una plaga anarchica, senza inquisitori o opposte fazioni, interiormente ricca se stimolata da severi e attenti critici; lotto per un collettivo in grado d’esprimere ancor oggi solidarietà contadina a chi, da Madre natura, non è stato premiato. E’ un sogno? Permettemelo”. Il lavoro di questi giovani vignaioli, che credono nell’uva e nel biologico dà dignità alla Calabria.

Insieme alla Cooperativa di Comunità Borgodifiume speriamo di poter trasformare il Borgo in una destinazione turistica, culturale, ambientale e produttiva di qualità, aperta a viaggiatori che desiderano realizzare un’esperienza originale ed emozionale.
Ciò significa, fare del borgo, ma soprattuto della sua comunità, una comunità ospitale e una ‘destinazione’, non solo dal punto di vista turistico, legato a una visita, a un viaggio, ma anche un luogo da scegliere per risiedere in modo definitivo o temporaneo.

 Percorsi

 I percorsi: incontro con la gente e le sue tradizioni

  • Percorso lungo il Fiume di Mare e all’Abbazia di Fontelaudato con ristoro
  • Percorso artigianato locale e i loro creatori. Incontro con Enzo Spina
  • Percorso della Tradizione contadina: l’Orto di Rosa, custode della terra

Vi sono tre percorsi dedicati a questi temi, lungo i quali è possibile sperimentare il territorio, i prodotti regionali, la cultura contadina e l’artigianato tradizionale.
I tre percorsi avvicinano alla natura, all’arte, al mondo dell’agricoltura. Si potranno conoscere direttamente i prodotti locali e l’artigianato tradizionale. Visite guidate e degustazioni permettono di entrare a contatto con la natura e con il cibo agricolo.
Da sempre gli uomini hanno formato e plasmato i percorsi, e lo fanno ancora oggi. Si può camminare per chilometri in sentieri lungo il Fiume di mare, essere affascinati dall’ Abbazia, dalla passione che ha il maestro Enzo Spina o i contadini per la loro terra o ristorarsi lungo il fiume con i giovani di Badia.

Percorso “Tradizione contadina: l’Orto di Rosa, custode della memoria”.                                                                                    Per capire perché i contadini sono così importanti per la nostra regione e le nuove generazioni. In diretto contatto con il lavoro e la vita di Rosa e della sua famiglia. Con la possibilità nella sua casa agricola di un buon bicchiere di vino, della frittata di patate e, quando possibile  della filiciata.

Escursioni

 Mentre soggiornate a Fiumefreddo Bruzio potete godervi queste piacevoli escursioni.

         

     Escursione al Monte Cocuzzo

      Monte Cocuzzo con i suoi 1541 metri è la vetta più alta della Catena Costiera Paolana, il suo nome deriva dal greco antico (kakos kytos) “pietra cattiva” forse per la forma che ricorda un vulcano o per le pietre taglienti presenti in a  ridosso della vetta, “gli Scaglioni”. Dalla cima si godono panorami di incomparabile bellezza in tutte le direzioni: l’azzurro  del  Tirreno, il golfo di Policastro, le montagne dell’Orsomarso e nelle giornate più terse le isole Eolie, la Sicilia e l’Etna.
Il percorso è ad anello, dopo una prima parte di strada sterrata pressoché pianeggiante, si sale dalla cresta sud del Monte.  Quando la cresta si riporta in piano ci si trova in un angolo magnifico, un giardino di guglie calcaree di varie forme dette “Scaglioni” (archi naturali, cumuli di  massi, inghiottitoi, grotte). Un’ultima salita conduce alla cima, conquistando il silenzio.  La  discesa avviene dal fianco Ovest del  Cocuzzo, attraversando un bel bosco di abeti bianchi.

  • Museo Archeologico di Reggio Calabria

    Museo Archeologico di Reggio Calabria

    Al nuovo Museo Archeologico di Reggio Calabria, un museo che si apre allo stretto nel cuore del Mediterraneo per vedere non solo i Bronzi di Riace ma anche “la testa di Basilea”,del V secolo avanti Cristo, le tombe ellenistiche e il grande mosaico con scene di palestra rinvenuto dopo il terremoto del 1908.Entrambi i Bronzi furono rinvenuti nel 1972 da un sub a 300 metri dalla costa di Riace a otto metri di profondità.Sono datati intorno al V secolo avanti Cristo. Molti i dubbi e il mistero che ancora li avvolge.

  • Orme nel parco: escursioni a piedi ed in mountain bike nel parco eco-esperenziale della Sila

    Orme nel parco: escursioni a piedi ed in mountain bike nel parco eco-esperenziale della Sila

    Per incamminarsi lungo i sentieri di uno dei parchi nazionali più belli d’Italia… Orme nel Parco è il primo parco eco-esperienziale in Calabria, immerso in un bellissimo bosco di faggi.

  • Visita guidata alle cantine Benvenuto

    Visita guidata alla cantina  ‘ A Vita

    Francesco e Laura, un calabrese e una friulana, un enologo e un’operatrice culturale, uniti dalla passione per la natura e l’arte. “Per noi essere vignaioli significa agire con responsabilità sul territorio, favorire la biodiversità, rispettare i tempi lenti propri dell’agricoltura”.

  • Escursione nel Parco Nazionale Dell’Aspromonte con pernottamento al Rifugio Biancospino

    Escursione nel Parco Nazionale Dell’Aspromonte con pernottamento al Rifugio Biancospino

    Immerso nella natura e dotato di tutti i confort il rifugio “Il Biancospino”, sorge a 1260 metri sul livello del mare,  nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, ai piani di Carmelia nel comune di Delianuova.

      Le Gole del Raganello

      Escursione a Civita

     Civita è abitato da popolazione albanese. Le Case Kodra,” le case che parlano”, sono casette antropomorfe scoperte nel 2005 a  Civita da Stefania Emmanuele, sociologa e insegnante. Casette che hanno un volto umano. Le ha chiamate Kodra per celebrare  l’arte post cubista di un’artista albanese di fama internazionale che alla fine degli anni Novanta aveva visitato Civita e altri paesi  arberesche. Le casette evocano il suo  messaggio  poetico e provocatorio; Ibrahim Kodra era definito “Il primitivo di una nuova  civiltà” e le casette  antropomorfe  rimandano ad  un tempo quasi dimenticato, ma stupiscono per le loro espressioni chiunque le  osservi. Le Case  Kodra ricordano  anche l’Urlo di  Munch, suscitato dal Nulla che è un manifesto all’indifferenza, la condanna della condizione  esistenziale resa in  pittura.

A Civita si può praticare il trekking. La riserva naturale “Gole del Raganello” è un’area protetta, istituita nel 1987. Occupa una superficie di 1600,00 ettari all’interno  del Parco del Pollino, come Zona di Protezione Speciale per la conservazione di habitat per alcune specie di uccelli selvatici, con imponenti formazioni rocciose e una vegetazione costituita dal pino loricato, cerro…